Gli sfortunati sono…

Pt. I

 

“Gli sfortunati sono soltanto un metro di riferimento per i fortunati, tu sei sfortunato, così io so di non esserlo, sfortunatamente i fortunati riconoscono la fortuna solo quando diventano sfortunati.”

 

  1. Incipit.

Una frase che riassume i luoghi comuni che spesso sentiamo pronunciare tra i tavoli di Magia. Sicuramente la componete aleatoria ricopre un ruolo fondamentale nel risultato di un game, ma non è l’unica discriminante.

In questo articolo che si comporrà di diverse parti, non vi tedierò con numeri, formule statistiche o qualche astrusa teoria, ma l’intento sarà di accompagnarvi in quello che spero possa risultare un metodo in grado di migliorare il vostro livello di gioco. Diciamo pure un approccio, un modo di vedere le cose che a me ha aiutato non poco in Magic.
 

Mio zio diceva sempre:

“Prima impara a giocare a scacchi e poi a dama, perché se fai il contrario finisci per voler mangiare sempre.”
 

Tutti abbiamo l’istinto di “mangiare” un pezzo quando lo vediamo lì sul tavolo, apparecchiato quasi apposta per noi. Siamo tutti dei Majimbù cronici, tossicomani di M&M’s, cresciuti con la convinzione che meno cose ha il nostro avversario meglio stiamo noi. In parte è vero, ma non sempre, a volte dipende molto di più il “cosa” o il “quando” rispetto al “quanto”.

 

  2. Cosa conta veramente.

Come spesso mi succede, trovo molto stimolanti e coinvolgenti le similitudini tra diversi giochi e/o argomenti apparentemente lontani. Quindi, vediamo come possiamo contestualizzare questa semplice frase al nostro gioco preferito: so già che alcuni di voi e mi riferisco ai giocatori di tempo deck, sanno già cosa sto per dire, in questo caso sarà allora un breve ripasso:

poniamo il caso in cui il vostro avversario è a 6 vite e ha Liliana of the Veil in gioco che ha appena fatto -2, noi con 3 carte in mano di cui un Bolt. Molti sarebbero portati a uccidere (mangiare) la bella dama nera, perdonatemi il gioco di parole, però ora fermiamoci un attimo e riflettiamo meglio.

Qual è l’obiettivo del gioco? Togliere un pezzo o vincere il game? Ecco che già abbiamo un indizio, ma se la minaccia del nostro avversario non è così imminente, allora forse dovremmo concentrarci su altro, ad esempio trovare il secondo Bolt per chiudere il game. È banale, lo so, ma vi assicuro che vi troverete in situazioni simili molto più spesso di quanto crediate e probabilmente non sarà così banale trovare la linea di gioco giusta, ma sforzatevi di costruire un piano per vincere invece che mangiare pezzi al vostro avversario. Tutto questo è ancora più accentuato quando si parla del Legacy, dove il power level delle carte può stravolgere gli equilibri in breve tempo, per cui il cosa e il quando mangiare pezzi diventano fattori determinanti per lo stato di gioco.

Ora che abbiamo introdotto qualche concetto in più, è giunto il momento di entrare nell’analisi strategica o meglio, tattica. Infatti se la strategia può essere vista come l’approccio al MU in senso generale, la tattica è l’attuazione di determinate misure in uno specifico contesto. Se vogliamo potremmo vederlo come il singolo Game. (Diamo per scontato che conosciate i vari archetipi e che quindi sappiate quali carte il vostro avversario giochi). Parlando di tattica si potrebbe scrivere veramente molto, ma cercherò di rimanere il più pragmatico possibile e contestualizzare il tutto con esemplificazioni. Ma un minimo di teoria aimè tocca farla, lo so è una palla, però facciamo un piccolo sforzo!

Ogni carta ha una sua funzione ed interagisce con le altre, sia nostre che del nostro avversario, in modo limitato. Potremmo definire questo stato come Variazione: cioè l’insieme finto di funzioni che una carta può avere in relazione alle altre. Questo insieme determina a sua volta il comportamento del mazzo a seconda dei diversi MU che incontriamo.

Prendiamo subito come esempio Leovold: questa a carta è molto polivalente e a seconda del MU può diventare un elemento di race, di lock o di vantaggio carte.

Per fare Race: Contro mazzi tempo/aggro.

Per fare Lock: contro Storm.

Per fare Vantaggio Carte: Death & Taxes.
 

Per ognuna di queste voci potremmo anche assegnarli un valore in termini di efficacia e scoprire che nel caso in cui fossimo sulla sezione Race il numero sarà notevolmente più piccolo rispetto a quello della sezione Lock. Questi banali schemi divengono utili nel momento in cui vogliamo inquadrare come attuare la nostra tattica. Se stiamo giocando contro Bug midrange e noi siamo Miracle o Storm, non ci interesserà molto se dall’altra parte del tavolo c’è un Tarmogoyf, al contrario se ci fosse Leopoldo le cose cambiano parecchio. Individuare le carte più problematiche del nostro avversario e le carte invece più forti a nostra disposizione ci aiuterà a costruire una tattica per raggiungere la vittoria. Quello che mi preme farvi capire è che non tutte le carte che sembrano forti, lo sono in un determinato contesto o MU. In poco tempo vi renderete conto che avere Da Spade a Spighe mentre state giocando contro 4c Control può significare avere una brutta carta, poiché questo tipo di MU si vince sul vantaggio carte e ogni loro creatura, a parte Sciamano, è inserita per far questo.

Si conclude qui la prima parte di quello che sarà un tema che ci accompagnerà nei prossimi mesi.
 

Per qualsiasi cosa vi invito a scrivermi!

Saluti,

Claudio B.

08/05/18

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