Strategy

Problem Solving

1. Introduzione

2. Barriere del problem solving

3. Problemi ben strutturati (Magic)

4. Teoria dei giochi

5. Metodi e tecniche di risoluzione

6. Euristiche

7. Conclusione

1. Introduzione

Salve a tutti amici di MtgQuality, mi chiamo Claudio Bonanni e gioco a Magic a livello semi-competitivo da qualche anno. Il mio formato è il Legacy da quando ho preso in mano per la prima volta l’amore della mia vita: Canadian! Ho avuto una discreta quantità di Top in tornei dai 30 ai 70 players, un Day2 al GP Legacy di Parigi e poi c’è il GP Lille dove dicono sia andato molto bene, ma io non ci credo!

Fatte le dovute presentazioni andiamo a introdurre quello che sarà il tema principale dell’articolo, ossia il Problem Solving, che viene definito come:

«Il complesso delle tecniche e delle metodologie necessarie all’analisi di una situazione problematica allo scopo di individuare e mettere in atto la soluzione migliore.»

Questo argomento mi tocca da vicino perché sin da quando ho preso le carte in mano e mi sono avvicinato al gioco, assieme al mio gruppo di testing, sentivo l’esigenza di trovare ogni volta «La soluzione migliore» il che è tutt’altro che semplice. Mentre passavo attorno ai tavoli da gioco mi rendevo sempre più conto che i problemi non erano autoreferenziali, non riguardavano Magic in senso proprio, bensì toccavano aree ben più profonde ed inesplorate del semplice gioco di carte e le sue regole. Le difficoltà si evidenziavano tra ciò che preponeva un giocatore ed il suo avversario, ma la loro origine era radicata tra la sedia e il tavolo!

Le mie discussioni sul quale fosse la giocata corretta, finivano solo con il constatare il parziale raggiungimento di una verità soggettiva intrisa di un senso di incompletezza. Questo non ci deve esimere dal nostro compito di ricercare sempre una visione più corretta possibile, attraverso un’analisi delle scelte che si prospettano davanti, ma prima di farlo vediamo quelli che sono gli ostacoli nella messa in fase dei nostri ragionamenti:

2. Barriere al Problem Solving

 

Conferma di parte: può essere descritta come una inconscia o non intenzionale corruzione del metodo scientifico.

In Magic: lasciarci trasportare delle sensazioni senza valutare obiettivamente la realtà.

Set Mentale: descrive un’inclinazione a risolvere i problemi applicando tecniche che sono già state utili a risolvere altri problemi in precedenza.

In Magic: per esempio utilizzando un approccio uguale a MU che sono simili. 

Fissità Funzionale: è definita come la visione solo della funzione primaria di un oggetto che ostacola la visione di un’altra funzione differente da quella originaria.

In Magic: forse una delle lacune più presenti e meno percepite in Magic, parlo del fatto di cambiare la funzione di una carta; un esempio può essere quello di  trasformare una “Wasteland in un Daze”, targettando una Fetch in risposta a una spell del nostro avversario. In questo modo potremmo farlo cadere su tax-counter come Daze o Spell Pierce.

Contrasti non necessari: avviene quando un soggetto provando a risolvere un problema inconsciamente, mette in atto delle barriere alla risoluzione, trasformando le forze in difficoltà. Questo accade quando si sta attuando un metodo che abbiamo già sperimentato essere di successo e cerchiamo di farlo funzionare nelle presenti circostanze anche se diventa controproducente.

In Magic: giocate che si sono rivelate corrette una volta, possono non esserlo in altre situazioni che sembrano simili.

 

Informazioni Irrilevanti: sono informazioni non correlate con il problema, che non aiutano a risolverlo. Queste informazioni complicano un problema anche molto semplice.

In Magic: valutare le possibili minacce di cui non abbiamo indizi concreti può distrarci da quelle che sono realmente presenti, limitandoci giocate e strategie efficaci nel presente. Tipo non gioco Jace perché credo che l’altro possa aver pescato Daze in questo turno.

 

Di seguito elenco un piccolo insieme di fattori che influenzano le nostre performance di Problem Solving:

 

Conoscenza di dominio: le ricerche dicono che le performance individuali di Problem Solving dipendono da ciò che già conosciamo riguardo all’oggetto in questione.

In Magic: significa che le nostre conoscenze pregresse di strategia e problem solving influenzeranno anche il nostro modo di giocare a carte, quindi cercare di sfruttare e acquisire nuovi strumenti che non derivino solo da Magic è di vitale importanza per migliorare (tipo imparare strategie da altri giochi, come gli scacchi o il poker).

Flessibilità Cognitiva: definita come l’abilità di ricostruire o modificare una conoscenza per soddisfare determinati bisogni.

In Magic: avere l’abilità di astrazione significa sapersi adattare agli scenari/avversari che troveremo durante le partite. Riconoscere velocemente una situazione che è simile ad un’altra pregressa ci darà un notevole vantaggio in termini di gioco.

Capacità di ragionamento argomentativo: è l’abilità di valutare criticamente i propri pensieri e decisioni per giustificare la loro legittimità.

In Magic: si tratta di mettere in discussione le proprie idee e convinzioni, direi che probabilmente è una delle capacità più difficili per noi giocatori. Imparate a riconoscere di poter sbagliare, perché il vero avversario sarà sempre chi trovate davanti lo specchio e non chi vi si siede di fronte. Cambiare le regole su ciò che vi controlla e avrete supremazia di voi stessi.

Consapevolezza metacognitiva: è la consapevolezza delle nostre capacità cognitive, serve per monitorare e regolare queste capacità.

In Magic: la consapevolezza di essere coscienti in ogni momento in cui prendete una decisione. Le vostre scelte devono essere prese con raziocinio ed intuito (ho detto intuito non casualità).

Credenze Epistemiologiche: credenze formatesi con il tempo attraverso il cambiamento della natura del contesto di esposizione e delle capacità cognitive.

In Magic: il fatto che veniate da scuole di pensiero diverse o da formati diversi non deve limitare il pensiero autocritico, ma essere uno strumento a vostro vantaggio per gestire nuove situazioni.

3. Problemai Strutturati (Magic)

I «Problemi ben Strutturati» sono tipicamente contesto-indipendenti e di difficile risoluzione, perché richiedono diverse abilità in quanto bisogna:

 

Basandoci su questo modello dobbiamo prima capire il problema definendo lo stato iniziale delle cose e lo stato a cui vogliamo arrivare. Una volta definiti gli assunti e la natura delle soluzioni cominceremo decostruendo il problema, in modo da poter creare dei nostri modelli di problema e situare il tutto all’interno di uno schema. Se si riesce ad associare un problema dato ad uno a noi familiare, allora possiamo richiamare le strategie che si sono rese utili per risolvere il nuovo problema.

 

4. Teoria dei Giochi

Strategia: è l’insieme delle opzioni che si possono scegliere in un ambiente dove il risultato dipende non solo dalle nostre azioni ma anche da quelle di altri. Ogni giocatore ha un insieme di strategie che possono essere paradossalmente infinite, ma le regole del gioco delimiteranno queste ultime in un insieme più piccolo, in cui il giocatore sceglierà quale mettere in gioco.

Strategie per la comprensione del problema:

  • delimitare uno scenario: capire nel dettaglio cosa può dirsi effettivamente interessante o irrilevante al fine del vantaggio che ci interessa ottenere.

  • Analisi strutturale: quali sono gli elementi principali di questa cosa o situazione? Da cosa è composta? In quali elementi posso dividerla? Quale elemento è causa dei maggiori danni/benefici?

  • Analisi monte-valle: cosa genera questa situazione? Come posso minimizzare i danni o massimizzare i benefici?

  • Restringere lo scenario: preso il nostro obiettivo e presa la situazione di nostro interesse incominceremo ad inquadrare dei punti chiave generici per selezionare dei mini-obiettivi generali.

NB: le tecniche sopra indicate non sono consequenziali né mutamente inclusive, ossia possono avvenire in ordine sparso ed essere prese singolarmente. Sono semplici domande che possono aiutare a capire meglio la situazione di gioco, senza la richiesta di un pesante sforzo cognitivo.

Esempio.

Tanto per cambiare prenderò come mazzo guida il buon vecchio Canadian Threshold!

G2 On the Draw contro Jund e dopo aver pescato di turno abbiamo:

 

Molti saranno tentati di partire landa Delver, che per inciso non sarebbe una brutta mossa, ma riflettiamo un secondo! Sappiamo che post side questo Delver dovrà sopravvivere a: Reb, Punishing Fire, Decay e Fulmine, non proprio una scena realistica, soprattutto se si considera il fatto che in base alle informazioni della nostra mano non faremo denial ed il nostro avversario verosimilmente il turno seguente avrà accesso a 2 mana, quindi partire con l’insettino è un piano debole, soggetto a troppe carte.

Notare invece che tutte le rimozioni sopra non possono gestire la nostra amata Mangustache sarà, grazie al nostro Pelato (Delver), doppio coperta da eventuali minacce.

Vediamo come ho utilizzato gli strumenti che ho trattato fino ad ora:

  1. Capire il problema = Post side Jund ha molte più rimozioni, molte delle quali tolgono facilmente Delver.

    • Delimitare uno scenario= La nostra mano che non fa “tempo”, non c’è Wasteland ne Stifle, quindi il turno seguente l’avversario potrà giocare tutte le rimozioni a costo 1e2.

  1. Sviluppare un piano= Mangusta non è targettabile, in più siamo doppio coperti con Fow.

    • Analisi strutturale (quale elemento è causa dei maggiori danni/benefici?) = Possiamo pensare di trasformare il mustelide in un silver bullet.

5. Metodi e tecniche di risoluzione P.S.

Vi suggerisco due strategie in quanto hanno in sé la caratteristica di essere efficienti con un dispendio di tempo/energie ridotto.

  1. Pareto Analysis: tecnica usata per prendere decisioni in una vasta area di campi. Ci aiuta a dare priorità agli elementi importanti per il nostro obiettivo, determinando quale decisione avrà un alto impatto in modo da massimizzare i vantaggi. L’analisi di Pareto non è una legge bensì un’osservazione, basata sul fatto chiave che le cose, se vogliamo causa/conseguenza, non sono in proporzione 1/1, ossia che un 1 unità di input produca 1 unità di output, bensì la proporzione può essere 40/60 o 20/80.

Vorrei porre l’accento quindi sul termine «Efficienza», che in Magic si traduce in diversi modi, a cominciare dal fattore Tempo fino a quello dei Punti Vita. La normale manifestazione dell’efficienza si presenta quando riusciamo ad attuare il nostro piano prima di quello dell’avversario portandoci alla vittoria. Anche i punti vita sono una “risorsa” che può essere “scambiata” per perseguire l’obbiettivo finale, che come negli scacchi non arriva quando perdiamo il minor numero di pezzi (o PV) sul campo, bensì quando raggiungiamo Scacco Matto.

Una semplice domanda: “Dove dovrei mettere la maggior parte delle mie energie per ricevere l’80% dei risultati desiderati?” può essere spesso sufficiente per illuminarci la strada.

Dividi ed Impera: Sicuramente molti di voi l’avranno già sentito nominare frequentemente poiché è spesso utilizzato in diversi ambiti e situazioni, a volte anche inconsapevolmente.  Il concetto è quello di scomporre un problema in sotto-problemi di più facile soluzione, al fine di ricombinarli e risolverli, facilitandoci la risoluzione di quello principale.

Di seguito vediamo le fasi:

  1. Dividi: il problema originale di grandezza n viene decomposto in a sotto-problemi di uguale natura ciascuno di dimensione n’  <   n

  2. Impera: il problema è talmente semplice che può essere risolto con più facilità.

  3. Ricombina: la soluzione complessiva al problema originale viene ricostruita ricombinando le soluzioni parziali ai sotto-problemi man mano generati

In Magic: Questo metodo lo si può implementare in più modi, sia da un punto di vista Proattivo/Offensivo sia da un punto di vista Passivo/Difensivo.

Vediamo quindi un esempio strategico:

  • Proattivo/offensivo: Nelle battaglie i generali sapevano che l’esito di una battaglia poteva essere determinata da vari fattori come: morale, rifornimenti, terreno di scontro ecc ecc. Significava mettere nelle condizioni il proprio avversario di dover decidere tra chi/cosa sacrificare se un avamposto o un rifornimento di armi e viveri per esempio. In Magic non tanto diverso, difatti possiamo spingere gli avversari a fare scelte la cui utilità è solo marginale ad esempio:

  1. Fargli usare un mass removal (tipo Supreme Verdict) per una sola creatura, ad esempio Nemesi, quando in mano ne abbiamo altre.

  2. Metterlo alle strette con uno Stifle; facendogli scegliere se Stiflare una determinata abilità piuttosto che un’altra.

  3. Portarlo a sacrificare una pila dovuta ad una fatality di Liliana in un certo modo, che a lui sembra conveniente, senza sapere che in realtà in mano abbiamo la soluzione. (Tiene 3 Angeli e noi abbiamo Esplosi Ingegnerizzati)

  4. Passivo/difensivo: è forse la linea più utilizzata e sicuramente la più utile in termini di risultati. Significa analizzare la situazione o problema in modo da minimizzare i danni e massimizzare i vantaggi in termini di dispendio di energie, di tempo e di carte. Ad esempio potremmo:

  5. Dividere i bloccanti in base alla costituzione e/o abilità.

  6. Dividere gli scenari futuri in base alla quantità di mana nostro o dell’avversario (in quel turno può avrà “x” con il quale può castare carta “z” e carta “y”). In questo modo avremo una visione più chiara di come si susseguiranno i turni.

Gli esempi si sprecano e si potremmo continuare all’infinito, ma l’importante è trovare un minimo comune denominatore: suddividere e raggruppare i problemi.

La lista di metodi è molto più lunga, quindi mi limito a riportarne un altro:

  • Backward Induction: questo metodo è usato consciamente o meno dai nostri amici Judge quando devono ricostruire il gioco, ma anche per noi player è uno strumento utile per migliorarci e trovare nuove soluzioni. In questo processo di ragionamento a ritroso nel tempo, dalla fine di un problema o situazione, si determina la sequenza di azioni ottimali. Si processa prima l’ultima decisione che viene presa poi si continua a ritroso analizzando le possibili alternative in ogni periodo di tempo.

6. Euristiche

«Assunto di cui non ci interessa sapere se sia vero o falso, ma che utilizziamo provvisoriamente come linea guida».

Ma alcune di esse si possono usare a nostro favore quando necessitiamo di trovare una soluzione ad un problema avendo tempi stringenti (come succede a Magic)

Euristiche:

  • Analogia: puoi trovare un problema analogo che hai risolto?

  • Generalizzare: puoi trovare un problema più generale del tuo?

  • Induzione: puoi risolvere il problema derivando una generalizzazione di esso?

  • Variazione di un problema: puoi cambiare o variare il problema in modo da crearne uno nuovo la cui soluzione può aiutarti a risolvere quello originario?

  • Problema ausiliare: puoi trovare un sub-problema o una porzione di problema che può aiutarti a risolvere il tuo?

  • Specializzato: puoi trovare un problema specializzato?

  • Decomponi e riorganizza: puoi decomporre il problema e ricombinarlo in elementi in un nuovo modo?

  • Elementi ausiliari: puoi aggiungere nuovi elementi al tuo problema per avvicinarti alla soluzione?

Mindbreak trap: quando le euristiche diventano trappole.

  • Ancoramento ed aggiustamento: descrive la tendenza umana a far affidamento in maniera più pesante (ancora) alle prime informazioni che vengono presentate.

  • Euristica della disponibilità: è una scorciatoia mentale che viene usata dalla gente, la quale esprime giudizi su probabilità di eventi in base alla facilità con cui essi vengono alla mente.

  • Euristica della rappresentatività: scorciatoia mentale usata quando si producono giudizi riguardo la probabilità di un evento in condizioni di incertezza. O giudicare una situazione basandosi a quanto sia simile a prototipi che già preesistono nella nostra mente.

  • Diversificazione Naïve: quando viene chiesto di prendere più decisioni in una volta, le persone tendono a diversificare più di quanto non farebbero quando le prendono in maniera consequenziale.

  • Escalation di impegno: descrive il fenomeno per il quale le persone tendono ad aumentare l’investimento in una decisione, basandosi sull’incremento accumulato sul tale fino a quel momento, anche se nuove prove suggeriscono che i costi ora superano i benefici.

  • Euristica della famigliarità: una scorciatoia mentale applicata a varie situazioni in cui gli individui assumono che le circostanze sottostanti di un comportamento passato si mantengono vere per la presente situazione, quindi il passato comportamento può essere applicato correttamente alla nuova situazione.

Conclusioni

Abbiamo iniziato il nostro percorso analizzando quali sono le criticità nell’approccio ai problemi in modo da trovare qualche metodo di risoluzione degli stessi. In questo viaggio possiamo incappare in trappole che possono ostacolare la comprensione delle situazioni o facilitarne la visione, come le Euristiche. Il modo migliore per sfruttarle a nostro vantaggio è domandarci se siamo noi gli artefici di quel pensiero o se invece sono loro a tracciarne la strada.

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